Il mare della costa occidentale della Sardegna a Santa Caterina di Pittinurri, dalla collina con i fiori

10 giorni nella Sardegna Occidentale tra mare, città e siti archeologici

In soli 10 giorni esplorerete la Sardegna in camper con un itinerario unico, capace di amalgamare mare, cittadine suggestive, borghi medievali e siti archeologici. L’itinerario inizia e termina ad Oristano, alla cui area appartiene la meravigliosa Penisola del Sinis ed altre spiagge, tuttora poco frequentate dai turisti.

La penisola del Sinis

La prima tappa tocca la bella Penisola del Sinis. Nel paese di Cabras ci fermiamo al museo Giovanni Marongiu. Il museo raccoglie testimonianze storiche dell’area, delle statue dei Giganti di Mont’e Prama e di Tharros, una delle più antiche città sarde. I Giganti di Mont’e Prama sono considerati la maggiore scoperta archeologica di fine XX secolo nel Mediterraneo. Costeggiando lo stagno procediamo verso San Giovanni Sinis, dove troviamo una piccola e splendida chiesetta paleocristiana, per poi visitare il complesso archeologico di Tharros.

Il sito archeologico di Tharros

Tharros, fondata dai Fenici, poi Romana e quindi Bizantina, è un museo a cielo aperto nelle acque del golfo di Oristano. Consigliamo di visitare Tharros prima di una breve passeggiata verso Capo San Marco, punta estrema della penisola a sud.

Le colonne delle rovine di Tharros con sullo sfondo lo splendido mare blu della Sardegna
Le colonne delle rovine di Tharros con il meraviglioso mare della Sardegna sullo sfondo

Is Arutas e Mari Ermi

Tornati indietro dal villaggio di San Salvatore, dopo un tratto di provinciale 66, prendiamo le deviazioni a sinistra per la bellissima spiaggia di Is Arutas. Questa spiaggia è costituita da granelli di quarzo dorati, simili a quelli che si trovano a Mari Ermi, spiaggia un po’ più a nord. Consigliamo di fermarsi per la notte in prossimità di questi meravigliosi posti.

I tipici granelli di sabbia della spiaggia di Mari Ermi simili al riso nella consistenza e nella dimensione
I tipici granelli di sabbia della spiaggia di Mari Ermi

Il secondo giorno ci dirigiamo verso Riola, nelle cui prossimità incrociamo la S.S. 292 in direzione di Cuglieri. Nel trasferimento facciamo tappa a S’Archittu, curioso arco di roccia prima della spiaggia di Santa Caterina di Pittinurri, chiusa da pareti calcaree chiare. Raggiungiamo quindi Cuglieri, borgo affacciato sul mare ed in origine città romana del II secolo a.C.. Cuglieri si adagia ad anfiteatro sul colle Bardosu, mentre in cima all’abitato si erge la maestosa basilica di Santa Maria della neve.

Le scogliere mozzafiato di Santa Caterina di Pittinurri viste dal drone
Le scogliere mozzafiato di Santa Caterina di Pittinurri

Visita a Bosa e Alghero

Ancora sulla S.S. 292 verso nord si incontra il paesino di Tresnuraghes, da cui consigliamo di procedere verso Magomadas. Da Magomadas percorriamo la litoranea strada comunale sino ad arrivare a Bosa Marina. La spiaggia di Bosa Marina si trova nella frazione costiera di Bosa, città medioevale e più importante della Planargia, che visiteremo l’indomani.

Bosa, la città fluviale della Sardegna

La giornata odierna potrà infatti essere dedicata alla visita di Bosa, incantevole borgo dove tradizione e modernità si fondono e infondono curiosità e fascino. Il quartiere storico di Sa Costa, fatto di case variopinte che si inerpicano sulle pendici del colle di Serravalle, dominato dal castello dei Malaspina e risalente al XII secolo, si raggiunge a piedi e dall’alto si può ammirare il panorama di tutta la cittadina bagnata dal fiume Temo. Dentro le mura del castello, consigliamo la visita della chiesa di Nostra Signora de sos Regnos Altos, impreziosita da dipinti del 1370. La sera dei mesi estivi a Bosa si tengono numerosi spettacoli, così da suggerire di fermarsi ancora qui per un’altra notte.

La cittadina di Bosa sul fiume Temo con il ponte che collega le due sponde ed il mare in lontananza
La cittadina di Bosa tra il fiume Temo ed il blu del Mediterraneo

Alghero e le Grotte di Nettuno

Al quarto giorno ci dirigiamo verso Alghero attraverso la splendida litoranea che collega questi ben noti centri. I circa 45 km di questa strada sono spesso protagonisti di spot pubblicitari automobilistici d’effetto: un nastro grigio sospeso tra mare e montagna, teatro di irresistibili panorami soprattutto al tramonto. La prima parte, da Torre Argentina a Capo Marargiu, è caratterizzata da calette e piscine naturali con un’acqua color smeraldo, ma anche più avanti, nei pressi di Torre Poglina, si godono splendide viste.

Alghero è troppo nota per essere descritta. Città storica della costa occidentale della Sardegna e rinomato centro turistico noto come capitale della Riviera del Corallo, conserva intatti gli influssi della dominazione Catalana. Le sue spiagge e la vivacità del centro storico suggeriscono di fermarsi qui per almeno tre notti. Una parte di giornata, peraltro, potrà essere dedicata alla visita delle Grotte di Nettuno. Potremo visitarle utilizzando un barcone che parte dal porto e che ci riporterà ad Alghero attraverso un mare dal colore indimenticabile. Consigliamo percorrere la stupenda litoranea sino a Capo Caccia dove, in prossimità del faro, potremo ammirare la vicina e selvaggia isola di Foradada.

La barca in escursione alle grotte di Nettuno
Escursione con il barcone alle grotte di Nettuno

Da Stintino a Castelsardo

Al settimo giorno, prendiamo la strada per Porto Torres per dirigerci verso l’estrema punta della Sardegna nord-occidentale, la bellissima Stintino.

La Pelosa e l’isola dell’Asinara

Le spiagge rinomate qui sono tante, ma la Pelosa, con la torre sullo sfondo del mare cristallino è probabilmente quella che rimarrà maggiormente impressa. A Stintino è assolutamente consigliato sostare due notti.
Il giorno successivo, infatti, non si potrà fare a meno di dedicarlo interamente alla visita dell’isola dell’Asinara. Attraverso un tour guidato (trenino, bug, bus) guide molto preparate conducono i turisti alla scoperta di questa meravigliosa isola, solo recentemente aperta alle visite. All’Asinara troverete uoghi incontaminati, paesaggi isolati, rare specie vegetali e animali e vicende storiche sui generis. Questa isola dell’estrema punta nord-ovest della Sardegna, spartiacque fra mare aperto e golfo omonimo, è un mondo a se stante, tutto da scoprire.

Il mare cristallino della Pelosa con la sua iconica torre e l'isola dell'Asinara sullo sfondo
Il mare cristallino della Pelosa con la sua iconica torre e l’isola dell’Asinara sullo sfondo

Il borgo medioevale di Castelsardo

Arrivati al nono giorno percorriamo la litoranea che da Stintino ci porta a Castelsardo. Questo centro, adagiato su un promontorio affacciato al centro del Golfo dell’Asinara, è un incantevole borgo medioevale fra i più belli d’Italia. Le sue bellezze naturalistiche, le splendide insenature, i prodotti tipici, l’artigianato, le tradizioni ed il caratteristico porto ne fanno una delle località turistiche più suggestive della Sardegna, dove quindi fermarsi per la notte.

Il paese di Castelsardo con le sue case colorate arroccate sulla montagna che domina la vista al mare
Il paese di Castelsardo con il suo borgo medievale

Il decimo ed ultimo giorno dell’tinerario prevede il rientro ad Oristano, città di origine dello stesso in un percorso ricco di attrattive. Da Castelsardo prendiamo il bivio per Sorso e Sennori per poi, in prossimità di Sassari, infilarsi nella S.S. 131 a 4 corsie.

Lungo il percorso avremo la possibilità di effettuare deviazioni molto interessanti. Ad esempio Codrongianos per la visita della scenografica basilica in stile romanico-pisano di Saccargia, e Torralba, per il villaggio nuragico di Santu Antine. Costruito tra l’età del Bronzo medio (XVI secolo) e l’età del Ferro (IX secolo a.C.) Santu Antine è un gioiello di architettura. Il villaggio nuragico è, infatti, il più imponente della cosìdetta Valle dei Nuraghi, una delle aree a maggiore densità di edifici preistorici in Sardegna.

Terminata questa visita ci troveremo a soli 80 km da Oristano, alla fine di questo meraviglioso viaggio!

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