La lingua sarda ascoltata dalle voci degli abitanti locali viaggiando in camper

La lingua sarda dalle voci dei locali, esplorando l’isola con il camper

Andare in Sardegna con il camper significa, soprattutto, poter raggiungere gli angoli più impervi di quest’isola, che conserva la suggestiva armonia della natura incontaminata e il fascino intatto della sua storia millenaria. Ma hai mai pensato di costruire un itinerario che ti porti a scoprire la lingua sarda? La lingua di un popolo è lo specchio della sua storia e non ti sarà difficile rintracciarla nell’evoluzione delle sue innumerevoli varianti, che cambiano da una provincia all’altra. Oltre a essere un viaggio originale, sarà divertente scoprire come alcune parole cambino da una città all’altra e avrai l’occasione di imparare qualche tipica espressione dell’isola.

Ma cominciamo dall’inizio e cerchiamo di capire un po’ di più di questo antico retaggio linguistico.

Lingua sarda o dialetto sardo?

Terra di cultura e tradizioni secolari, ancora molto sentite dai suoi abitanti, la Sardegna è ormai proiettata verso la modernità, ma sebbene l’italiano sia ormai parlato da tutti i residenti, il sardo è ancora considerato una ricchezza da salvaguardare.

Ma è corretto parlare di dialetto sardo? Non esattamente. Ogni zona geografica dell’isola ha avuto una differente evoluzione storica, diverse contaminazioni linguistiche e culturali, nonché ha pesantemente risentito dei flussi migratori che l’hanno interessata. Questo si traduce in un caleidoscopio di idiomi che cambiano da una zona all’altra, portandosi dietro curiosi modi di dire, cadenze differenti e addirittura parole del tutto diverse.

Eppure, il sardo ha avuto il suo riconoscimento ufficiale nel 1997, con una legge regionale che gli riconosce la propria dignità di lingua, al pari di quella italiana. Da quel momento, il sardo è addirittura entrato nelle aule istituzionali, dove viene utilizzato per redigere documenti. Guidando il tuo camper per le tortuose strade della Sardegna, ti capiterà spesso di imbatterti in indicazioni stradali in sardo, ma niente paura, non avrai bisogno di un vocabolario perché tutti i cartelli sono tradotti anche in italiano!

Lingua sarda: origini e caratteristiche

La lingua sarda ha potuto conservarsi pura per secoli grazie all’assenza di quei frenetici movimenti di popoli che, invece, interessavano la penisola italiana. Lontana dal continente e, in virtù del suo territorio aspro e montuoso, di difficile penetrazione, la Sardegna è rimasta a lungo estremamente isolata, permettendo al suo antico idioma di radicarsi nell’uso e nelle tradizioni popolari. L’antica parlata sarda è un classico esempio di lingua romanza, nata dalla fusione dell’antico dialetto degli abitanti del luogo con il latino, importato dai conquistatori romani. Nel corso dei secoli, attraverso le varie dominazioni e con il nutrito traffico commerciale verso i suoi porti, il sardo ha subito le influenze del greco, prima, e dello spagnolo, poi, tanto che non ti sarà difficile riconoscere le parole che derivano da queste lingue.

Il sardo: una lingua a se stante

Il sardo non è un dialetto italiano, ma è una vera e propria lingua a sé stante: a dimostrazione di ciò, ci sono vocaboli assolutamente unici, un differente alfabeto e regole grammaticali e sintattiche che nulla hanno a che vedere con quelle della lingua nazionale. Diversi studi effettuati nel passato dimostrarono che, quando uno straniero imparava l’italiano, utilizzava al massimo il 10 per cento dei vocaboli normalmente impiegati da un madrelingua. La stessa cosa è stata accertata in alcuni studi sulla padronanza linguistica dei sardi dell’epoca, il che restituisce in pieno la loro estraneità, linguisticamente parlando, al nostro idioma. Ovviamente, da allora, le cose sono molto cambiate.

A partire dagli anni 60 l’italiano si è diffuso in tutta l’isola e ormai ogni sardo lo parla correttamente. Eppure, in Sardegna permangono ancora due registri linguistici. Il sardo viene usato nel linguaggio colloquiale, in famiglia o con gli amici, mentre l’italiano viene parlato in ambiti più formali, come al lavoro o a scuola. In ogni caso, noterai che, anche quando parlano italiano, i sardi conservano la tipica parlata dell’isola, che non solo presenta una cadenza particolare, ma si configura come una sorta di italiano regionale, un vero e proprio dialetto che si differenzia sia sotto l’aspetto grammaticale, che quello fonetico.

I filoni linguistici del sardo

Il sardo non è arrivato a noi come un’unica lingua, ma nel corso dei secoli si è suddiviso in filoni linguistici differenti.

Guidando il tuo camper su e giù per l’isola, noterai che la lingua parlata nel nord della Sardegna non somiglia affatto a quella utilizzata nel sud, così come ti accorgerai che in determinate aree la parlata sia ancora diversa. Come è possibile?

Gli abitanti del Cabu ‘e Susu, il Capo di Sopra, parlano infatti il Logudorese mentre nel Cabu ‘e Josso, il Capo di Sotto, la lingua che ascolterai è il Campidanese, che somiglia molto ai dialetti del meridione d’Italia. Ma non è finita qui! In alcune città e piccole aree resistono ulteriori idiomi, che ti sorprenderanno con le loro variazioni:

  • Il Nuorese è parlato in tutta la provincia di Nuoro e nel centro dell’isola
  • Il Gallurese: lo ascolterai nell’estremo nord-ovest della Sardegna, dove è più forte la contaminazione con i dialetti corsi
  • Il Sassarese: chiamato anche Turritano, viene parlato nella provincia di Sassari ed è evidente, anche a un orecchio poco allenato, l’influenza dei dialetti toscani
  • L’Algherese: tipico di Alghero, è il dialetto maggiormente influenzato dal catalano
  • Il Tabarchino: dovrai spingerti verso sud, per ascoltare questo dialetto. Viene parlato a Carloforte e Calasetta e ti meraviglierà la sua somiglianza con il ligure. Come è arrivato qui? Grazie alla migrazione agli antichi pescatori liguri che, dopo un paio di secoli in Tunisia, si stanziarono sull’isola
  • L’Alborense: in questo caso noterai una cadenza tipicamente veneta, che deriva dalle popolazioni contadine del Veneto che vennero trasferite sull’isola in occasione delle bonifiche del periodo fascista

Viaggiare in camper nell’isola per scoprire la lingua dei sardi

Affittare un camper in Sardegna è il modo migliore per scoprire questa isolata regione, tanto aspra quanto accogliente. E guidando lungo le sue strade, non ti dimenticare di prestare orecchio alle voci degli abitanti: la loro lingua ti saprà raccontare molto della loro storia e della loro cultura.

Share this post!

Torna su