barbagia in autunno

Autunno in Barbagia: il cuore della Barbagia in Camper

Pensando alla Sardegna si pensa alle sue splendide coste lambite da acque cristalline. Eppure la seconda isola più grande del Mediterraneo, cela un notevole patrimonio storico, artistico e paesaggistico vario e affascinante, che rivela l’autenticità di questa terra discostandosi dall’immagine estiva della Sardegna.

La Barbagia, terra aspra e selvaggia, racchiude l’anima sarda, con le sue tradizioni ancestrali, una natura incontaminata, borghi e siti archeologici di immenso valore. L’autunno è il periodo migliore per scoprire la Barbagia e farlo noleggiando un camper, consente di esplorarla adeguandosi ai ritmi lenti di questa terra, in libertà e avendo come unico legame quello con la natura.

I più pittoreschi borghi della Barbagia

La Barbagia si estende tra la provincia dell’Ogliastra e Nuoro e può essere un buon punto di partenza per un tour autunnale in Barbagia. Nuoro, che sorge ai piedi del monte Ortobene in cima al quale si trova una statua del Redentore, ha un forte legame con le arti: nella cittadina è infatti possibile ammirare le opere di artisti locali conservate nel museo MAN oppure visitare la novecentesca casa della scrittrice Grazia Deledda, con tanto di arredi originali.

Dopo una sosta presso lo storico Caffè Tettamanzi, risalente al 1875, si può raggiungere Mamoiada, nel cuore del selvaggio Gennargentu: come altri borghi della Barbagia quali Belvì, da settembre a dicembre il paese si anima con la festa itinerante “L’Autunno in Barbagia”.

Ciò che ha reso famosa Mamoiada è il suo Carnevale, che si svolge il 17 Gennaio: a sfilare sono i minacciosi Mamuthones , con le loro pelli di pecora nera e pesanti campanacci, e gli Issohadores che, con le loro funi catturano giovani fanciulle per portare loro buona fortuna. Anche a queste maschere di probabile origine nuragica è dedicato il Museo delle Maschere Mediterranee.

Percorrendo in camper 15 km da Mamoiada si raggiunge la cittadina di Gavoi: il suo pittoresco centro storico, sito a 800 mt di altezza, è un tripudio di case in stile barbaricino con tanto di balconcini lignei, dominate dal campanile della tardo-gotica chiesa di San Savino, custode di un battistero poligonale di legno risalente al 1706.

Le tradizioni e le bellezze naturali di Oliena e dintorni

Dallo spettacolare lago di Gusana, che nelle stagioni fredde assume un colore azzurro intenso in contrasto con i circostanti lecceti, si può raggiungere Oliena. Questo borgo, che in passato ha ricevuto la bandiera arancione del Touring Club, deve la sua notorietà al vino Nepente e ai fini ricami su seta, realizzati in botteghe spesso ospitate nella caratteristiche cortes e tramandati di generazione in generazione.

Il borgo, seppur di piccole dimensioni, custodisce su territorio ben undici chiese tra le quali quella del patrono San Lussario del XVI secolo e quella di Santa Maria del XIII secolo. A soli 9 km da Oliena si può raggiungere in camper verso sud il suggestivo altopiano calcareo di Supramonte caratterizzato dalla presenza di profonde gole e rupi che sfociano sino al mare, mentre dirigendosi a nord si incontra la leggendaria sorgente Su Gologone, sulle rive del Cedrino: acque verde smeraldo, provenienti da sorgenti sotterranee, colmano questa gola profonda più di 30 mt.

Barbagia: tra storia e natura selvaggia

Proseguendo il viaggio in autunno alla scoperta della Barbagia, sulla strada che collega Oliena a Orgosolo, borgo noto per la presenza di centinaia di murales rappresentanti opere d’arte o eventi storici importanti, si raggiunge Tiscali, l’insediamento nuragico più noto della Sardegna. Le capanne circolari rinvenute sono state costruite a ridosso delle pareti rocciose di quella che era una caverna, crollata poi a causa di movimenti sismici. Molto suggestivi il boschetto centrale, fatto di profumati lentischi e lecci, e il rudimentale finestrone con vista sulla valle di Lanaittu.

Non si può lasciare la Barbagia senza visitare la gola Su Gorropu, scavata nei secoli dall’azione del fiume Flumineddu: è considerato, con i suoi 14 km di lunghezza e le pareti che raggiungono i 400 mt di altezza, il Grand Canyon europeo.

Le leggende ammantano questo luogo ameno: si narra che qui le stelle possano vedersi anche in pieno giorno oppure che la gente giungesse alla gola per vendere l’anima al maligno per ottenere ricchezze.

Share this post!

Torna su